Da "Bell'Italia" di Gennaio 2010

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Da "Bell'Italia" di Gennaio 2010

Messaggio  davide f 3 il Sab Feb 20, 2010 9:18 pm

MOTTARONE Verbano-Cusio-Ossola
SLALOM TRA 7 LAGHI
Sci spettacolare sul monte piemontese, in mezzo a panorami unici. Un belvedere affacciato sulle Alpi occidentali e sugli specchi d'acqua che le contornano

Testi di Fabio Bottonelli; Fotografie di Gisella Motta

Sciare sopra i laghi con lo sfondo regale del Monte Rosa: basta questo per fare del Mottarone la meta di una giornata speciale, non importa se con gli sci ai piedi o su una sdraio. Senza far altro, sia con gli sci sia sulla sdraio, che contemplare il mondo attorno. La montagna prealpina tra il Lago d'Orta e il Lago Maggiore offre infatti un belvedere eccezionale. La vetta, più spoglia sul versante a mezzogiorno, boscosa e ripida sul versante ossolano, è dolce per conformazione, ma maestosa per posizione. Non sono nemmeno 1500 metri di altitudine, ma sono 1200 metri più su del livello dei laghi, senza altre cime a ridosso a chiudere la visuale.
Grazie a ciò sul Mottarone (da "motta", cima arrotondata) si può ripassare un capitolo di geografia: oltre al lago Maggiore e al lago d'Orta, con le rispettive isolette e i paesi rivieraschi in evidenza, ci si parano davanti i laghi di Mergozzo, di Monate, di Varese, di Biandronno e di Comabbio, tra sfumature sempre diverse di colore e riflessi di luce, nuvole bizzarre e inquietanti cortine di grigio smog sulla pianura.
DAL MONTE ROSA ALLA MADONNINA
Sette laghi in un colpo solo. A ovest, poi si gode della più spettacolare visione "himalaiana" del Monte Rosa, costante e imponente, che per una magia ottica sembra vicinissimo; lontana, a sud ovest, la puntina inconfondibile del Monviso. Poi, tra la miriade di vette e valli a perdita d'occhio, in senso orario spiccano il monte Dom, svizzero, che con i suoi 4545 metri è una delle cime più alte d'Europa, il Monte Leone sopra il Sempione, e in primo piano i bianchi panettoni della val Grande. E non è finita, ecco infatti a est il Disgrazia, l'Adamello-Ortles (per chi lo sa distinguere), la Grigna; a sud le colline del Monferrato, a volte perfino gli Appennini e le Alpi Marittime e... la Madonnina del Duomo di Milano, ma solo quando i freddi venti da nord spazzano via lo smog. L'unica nota stonata sono i pur inevitabili tralicci e ripetitori che oscurano la croce innalzata sulla cima del monte nel 1901 e rifatta nel 1952.
Il Mottarone, nel comune di Stresa, è una stazione invernale da riscoprire, al di là delle ridotte dotazioni tecniche (21 chilometri di piste, con un dislivello massimo di poco più di 300 metri). Per sapore e anima, merita ben più della distratta considerazione che gli sciatori viziati dai mega-comprensori riservano alle stazioni sciistiche cosiddette minori. Tanto per cominciare qui si è scritto un bel capitolo di storia degli sport invernali. Ed è un'esperienza non banale, quasi romantica, andarne a cercare le tracce, come in un viagio nell'archeologia dello sci.
Nel 1909 nasce lo Sci Club Mottarone, uno dei primi del nostro Paese; nel 1911 entra in funzione il primo trenino elettrico a cremagliera d'Italia, che da Stresa arrivava nei pressi dell'attuale stazione a monte della funivia, 70 metri sotto la vetta, dove già nel 1883 prosperava l'albergo della famiglia Guglielmina, il Grand Hotel Mottarone, di cui oggi, dopo l'incendio del 1943, restano solo pochi ruderi. Sotto, sulle sponde dei laghi, il turismo viveva già i suoi fasti e con questa grande opera il Mottarone avrebbe dovuto diventare il Rigi italiano, la famosa montagna panoramica sul lago di Lucerna, frequentata dal bel mondo europeo. Soppresso nel 1963 in favore della funivia, arrivata nel 1970, il trenino è ricordato da un vagone custodito nell'area di un campeggio. La vecchia stazioncina è invece in rovina, anche se a Stresa si trova ancora la pensilina originale. La pista da sci più famosa allora era la Borromea, che scendeva a lato della cremagliera, e fino a qualche anno fa i ragazzi del posto tornavano fin quasi a Stresa con gli sci sul vecchio tracciato: oggi invece è quasi indistinguibile, sommersa dalla vegetazione.
QUI SI E' FATTA LA STORIA DELLO SCI
Nell'inverno del 1935 al Mottarone si tennero alcune importanti competizioni. Nei testi sacri dello sci si fa risalire a quella data la disputa del primo slalom gigante ufficiale d'Italia, un tracciato con porte del raggio simile all'attuale. Per l'occasione venne realizzato anche un trampolino per le gare di salto. Del 1940 è il primo impianto di risalita: uno "slittone" che percorreva circa 500 metri trainato da un cavo di acciaio.
Tra le testimonianze di quell'epoca, oggi si può vedere la Gran Baita del Cai di Omegna degli anni 40, lungo la pista detta appunto Baita Omegna. O ancora, la ex colonia Snia, diventata casa vacanze, la colonia della chiesa, casa Pizzini, il bar e ristorante Alp sorto sulle ceneri di una stazione radio del Credito Italiano, datata 1923.
Sul Mottarone sono cresciute glorie locali come le sorelle Patricia (prima donna italiana a diventare istruttore nazionale di sci) e Laura Motta, azzurra della valanga rosa degli anni 70, e in incognito su queste nevi scodinzolava Mike Bongiorno, che riposa nel cimitero di Dagnente, proprio sotto il Mottarone.
E' anche l'unico posto sulle nevi dove esiste un club per soli soci. Una baita di legno con le finestre rosse, accanto alla biglietteria in vetta, è la sede del Circolo Sciatori Mottarone, creato negli anni 60 da un gruppo di fan della località. Sorta di rifugio privato, con terrazza solarium affacciata sul lago, è riservato ai 300 soci che si ritrovano qui a commentare le gare di Coppa del Mondo come una volta nei bar si guardavano le partite di calcio.
Oggi il Mottarone dopo aver fatto da balia a generazioni di praticanti dello sci, è una stazione di "resistenza", che punta sui valori della tradizione, ma anche su un frizzante attivismo, ponendosi come palestra di vita e di sport. La scorsa stagione sono stati 8000 i bambini che hanno preso lezioni di sci. Per loro è stata creata una mascotte, Motty, protagonista di un fumetto-dépliant il cui padrino è il campione di sci Max Blardone, ossolano, di casa su queste piste. <<Se mi riservassero la pista Scoiattoli, verrei sempre qua ad allenarmi>>, afferma, e lo dice con convinzione.

Il primo gigante e un trampolino storico
Il 19 gennaio 1935 al Mottarone si teneva il concorso sciistico internazionale Coppa d'Oro del Duce; le specialità erano la discesa libera ed il salto dal trampolino. Quel giorno però c'era poca neve e il commissario decise di stabilire dei passaggi obbligati con dei picchetti per rallentare i concorrenti lungo la gara di discesa. Dato che il dislivello era di appena 300 metri, per 1,5 chilometri di lunghezza, si corsero due manches.
Nacque così lo slalom gigante, come riporta Francesco Vida nel volume La storia dello sci in Italia. Per le prove di salto, il trampolino naturale esistente, in terra, non fu giudicato idoneo per una gara internazionale. A tempi di record ne venne realizzato uno nuovo in tubi Innocenti, con 50 tonnellate di materiale trasportato gratis dalla ferrovia del Mottarone. Ne restano solo le foto, ma lo si può ancora immaginare, sull'attuale pista Trampolino.

IMPIANTI E DISCESE
Pista con vista
L'eccezionale posizione geografica del Mottarone garantisce panorami mozzafiato alle piste, che si articolano su diversi versanti per 21 chilometri totali (8 piste blu, 10 rosse, 3 nere), serviti da 7 skilift; 5 chilometri sono dotati di innevamento programmato. Oltre che con l'auto, alle piste si può salire anche con la funivia che parte da Stresa. Dalla vetta scendono le piste della Baby, e le rosse Selva Spessa e Scoiattoli. Di fronte, si risale alla Trampolino, alla Rossa, alla Allenamenti e alla Triasan, e ci si può immettere alle piste del Bosco. Se si prosegue lungo questa direttrice, si arriva a percorrere la pista più lunga, l'Alpe Corti, di 2,3 chilometri, movimentata da cambi, schuss e muri fino a un arrivo panoramico sui laghi. Sul versante più scosceso, verso il lago d'Orta, ecco le piste della Baita e del Sasso Rana. Soleggiato il campo scuola, servito dallo skilift Baby e da un tapis roulant. Prezzi skipass: 16 € nei giorni feriali, 22 € nei festivi (con funivia 23 e 28 €); bambini fino a 6 anni gratis. Info 0323/924172
La Scuola Sci Stella Alpina conta 21 maestri e offre corsi di tutti i tipi, con un'attenzione particolare per i più piccoli. Camminate con le racchette da neve con l'associazione All Mountain della guida alpina Francesco Valdo: gite guidate tra i rifugi di 3-4 ore oppure giri circolari in quota (180 € per gruppi fino a 10 persone). Tra gli eventi sulla neve, l'appuntamento clou è il Mottarone Moon Ski Alp, il 29 gennaio: percorso in notturna (partenza alle 19,30) che segue un itinerario ad anello con un dislivello di 510 metri. E' organizzato dal Cai di Omegna e fa parte del circuito International Ski Tour.

Per arrivare al Mottarone (VB) in auto: A26 Genova-Gravellona, uscita Brovello Carpugnino, poi strada privata Borromea (pedaggio 6,50 €) passando per Gignese. Oppure A26, uscita Borgomanero (o Arona), poi per Armeno (senza pedaggio).
In treno: stazione di Stresa e poi funivia per il Mottarone, distante 10 minuti a piedi: frazione Carciano, piazzale Lido 8, partenze ogni 20 minuti, andata e ritorno 13,50 €.
In bus: linea Saf Milano-Verbania.

davide f 3
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