Da "La Stampa" del 23/12/2009

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Messaggio  davide f 3 il Sab Feb 06, 2010 7:33 pm

STRESA. IL CONSIGLIERE RESCHIGNA: «NON ESISTE ALCUN PROBLEMA TECNICO, SI PUO RIAVVIARE» Mottarone, tutte le feste senza funivia Il presidente della Provincia pensa ad una diffida per interruzione di trasporto pubblico
VINCENZO AMATO STRESA «Non esiste alcun problema tecnico che impedisca la ripartenza, anche immediata, della funivia». A dirlo e' il consigliere regionale Aldo Reschigna al termine dell'ennesimo incontro fra Provincia e Regione nel quale si e' cercato di fare il punto e di trovare una soluzione sull'ingarbugliata situazione della Funivia del MOTTARONE. «E' da questa estate che si discute di questo impianto - prosegue Reschigna - i lavori da fare, in prospettiva, ammontano a circa due milioni e mezzo, forse tre. Una somma che non e' al momento nelle disponibilita' della Regione. La funivia non ha pero' nessun impedimento tecnico e per quel che mi risulta potrebbe e dovrebbe essere rimessa in funzione anche subito. Se cio' non avviene il problema e' del gestore e della Provincia del Vco che ha il dovere di intimare a chi la gestisce di riprendere le corse». Un aspetto tecnico per la verita' ci sarebbe. «Ed e' quello della fune di sicurezza - chiarisce Aldo Reschigna - costa 180 mila euro e dovra' essere cambiata a marzo. Non adesso. Per la spesa il gestore puo' partecipare ad un bando che copre il sessanta per cento della spesa». A fine anno, ovvero tra otto giorni, scade pero' il contratto di concessione per il trasporto. «La Provincia e' disponibile a prorogare di un anno il contratto in scadenza con la Societa' Funivie del MOTTARONE per il servizio di trasporto pubblico - dice l'assessore provinciale ai Trasporti Giampaolo Blardone - purche' la societa' sia in grado di garantire in tempi brevi la capacita' di intervento di manutenzione necessari». Piu' lapidario e' invece il presidente della Provincia, Massimo Nobili. «Voglio l'impianto aperto prima di Natale! la funivia e' un trasporto pubblico ed il gestore deve garantire, come da contratto, almeno sei corse al giorno - afferma Nobili - se l'impianto e' fermo per manutenzione o qualsiasi altro motivo devono essere garantite le corse sostitutive con altro mezzo. Per questa attivita' la societa' Funivie del MOTTARONE riceve come contributo da Regione e Provincia poco meno di 150 mila euro l'anno. Dunque vogliamo la garanzia del servizio». Gia' in occasione del ponte dell'Immacolata la funivia era ferma scatenando le ire dell'amministrazione provinciale. «Io e l'assessore Blardone abbiamo scritto una lettera al gestore senza ricevere risposta - prosegue Nobili - a questo punto stiamo valutando di mandare alla societa' una diffida per la fermata dell'impianto». A rimetterci sono gli operatori turistici del MOTTARONE. Che le corse possano riprendere per Natale sembra poco probabile. Resta il nodo principale che e' quello di stabilire chi e' proprietario dell'impianto. Nobili non ha dubbi: «La proprieta' della funivia e' della Regione Piemonte e non, come dice qualcuno, del Comune di Stresa, dunque e' Torino che dovra' in futuro accollarsi le spese di manutenzione straordinaria».

LA SOCIETA' DEGLI SKILIFT «E' situazione paradossale che ci provoca ingenti danni»
Hanno investito milioni di euro per rinnovare gli impianti di risalita e realizzarne altri. La S4, la societa' che gestisce gli impianti sciistici al MOTTARONE e' fra le piu' penalizzate dal fermo della funivia. «Mi sembra una situazione paradossale - afferma Stefano Sappa amministratore delegato della S4 - l'impianto che porta turisti, sciatori in questo caso, su una celebrata montagna come il MOTTARONE, chiuso nel pieno della stagione. Dire che noi siamo danneggiati, al pari degli altri operatori turistici, e' un eufemismo. Inoltre c'e' una situazione di incertezza perche' nessuno ha idea di quando ripartira'». Ferma la funivia e di riflesso ferma anche la nuova seggiovia che dalla stazione di arrivo dovrebbe portare gli sciatori sulla cima. Avrebbe dovuto essere l'anno del rilancio della vetta cusiana, nome storico dello sci italiano. Il locale sci club e' il terzo affiliato alla FederSci e su queste nevi si svolse il primo slalom gigante della storia. «Speriamo che questa vicenda trovi presto uno sbocco ed una soluzione magari con l'intervento della Regione - auspica Sappa - per quel che mi risulta qui si sono sempre fatti investimenti per necessita' e mai per sviluppo. Non e' piu' il momento di rincorrere l'emergenza, ma di programmare il futuro».

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